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I produttori di ciglia esplorano il micelio dei funghi come fonte di fibre sostenibili
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- 2025-11-19 01:42:23
I produttori di ciglia esplorano il micelio dei funghi come fonte di fibre sostenibili
L’industria globale delle ciglia finte, valutata 1,5 miliardi di dollari nel 2023 e destinata a crescere del 12% annuo, si trova ad affrontare una sfida cruciale: bilanciare la domanda con la sostenibilità. I materiali tradizionali – fibre sintetiche (nylon, poliestere) derivate dal petrolio e peli di animali (visone, zibellino) – sono sempre più sotto accusa. Le ciglia sintetiche persistono nelle discariche per secoli, mentre le opzioni basate sugli animali sollevano preoccupazioni etiche e instabilità della catena di approvvigionamento. Entra nel micelio dei funghi, un'alternativa biodegradabile e a basso impatto che sta guadagnando terreno come la prossima frontiera nell'innovazione dei materiali per ciglia.

Il micelio, la rete filiforme di funghi, offre un profilo di sostenibilità convincente. Coltivato tramite fermentazione controllata, richiede risorse minime: un laboratorio di 10 metri quadrati può produrre chilogrammi di materiale in 7-14 giorni utilizzando rifiuti agricoli (pannocchie di mais, segatura) come materia prima. A differenza dei sintetici a base di petrolio, la sua produzione emette il 70% in meno di CO2 e, dopo l’uso, si biodegrada nel suolo entro 3-6 mesi, secondo i test della startup micotecnologica Ecovative.
Tecnologicamente, tradurre il micelio in fibre pronte per le ciglia richiede precisione. I laboratori selezionano ceppi fungini (ad esempio, funghi ostrica o shiitake) per flessibilità e finezza, quindi li fanno fermentare in bioreattori per far crescere le ife in matrici dense e filiformi. Dopo la raccolta, il materiale viene essiccato, modellato in filamenti da 0,1–0,3 mm (corrispondenti allo spessore delle ciglia standard) e rivestito con resine vegetali per migliorare la ritenzione dei ricci. I primi prototipi di marchi come MycoLash riportano prestazioni pari a quelle del visone: i test di durezza Shore A mostrano fibre di micelio a 65, rispetto a 68 del visone, con morbidezza e lucentezza naturale simili.
Lo slancio del mercato sta crescendo. La domanda dei consumatori per la bellezza sostenibile è in aumento: il 73% degli acquirenti della Gen Z dà priorità ai “materiali di origine ecologica”, secondo il rapporto 2023 di Nielsen, e le etichette indipendenti come EcoLash Co. pianificano il lancio nel 2024. Anche i giganti del settore come Ardell stanno investendo nella ricerca e sviluppo sul micelio, puntando all’allineamento con le normative UE sulla plastica (in vigore dal 2027) che limitano gli strumenti cosmetici non biodegradabili.

Tuttavia, le sfide rimangono. Gli attuali costi di produzione delle fibre di micelio sono superiori del 30% rispetto al nylon, anche se il ridimensionamento potrebbe ridurli del 50% entro il 2027, secondo gli analisti del settore. La coerenza è un altro ostacolo: garantire lunghezza e spessore uniformi delle fibre richiede controlli avanzati della fermentazione, una barriera per i piccoli produttori.
Eppure il cambiamento è inevitabile. Mentre i consumatori e gli enti regolatori spingono per la circolarità, il micelio non è solo una tendenza: è un cambiamento di paradigma. Sostituendo materiali finiti e inquinanti con materiali rinnovabili e biodegradabili, i produttori di ciglia non solo stanno rendendo i loro marchi a prova di futuro, ma ridefiniscono il rapporto della bellezza con il pianeta.

